Yoga Integrale, Tantra, Hatha Yoga, Bhakti, Jnana e Karma Yoga, Meditazione, Vyniasa, Zen, Tao, Yoga Terapia, Ayurveda, Vipassana, Nada Yoga ecc. Hari-Yoga è tutto questo e molto altro.
Hari-Yoga è però principalmente comprendere come integrare la spiritualità nella vita di tutti i giorni al fine che non vi siano confini tra l'una e l'altra cosa. I confini, qualsiasi confine è sempre un artifizio mentale a volte comodo e utile ma pur sempre non reale. In questo senso la "pratica" più spirituale è il semplice svegliarci al mattino, scendere dal letto, fare una doccia, vestirci, uscire e percepire la fresca aria che ci accarezza il viso e qualche volta ce lo schiaffeggia. Essere poi grati per la carezza o lo schiaffo in egual misura.
Yoga Integrale. La parola integrale ha un bel suono ed è in qualche modo evocativa. Integrale significa non escludere. In questo caso non escludiamo nessuna tecnica o visione dello Yoga dando loro il ben venuto e cercando di comprenderne le motivazioni e le scelte senza dover per forza schierarsi a favore o contro. La parola integrale ha il senso di richiamare ad un senso di integrità verso se stessi e verso gli altri. In particolare a non essere in continua balia delle pulsioni del pensiero, del così detto "sentire" grazie al quale giustifichiamo tutto togliendoci di fatto ogni responsabilità. Integrità significa anche essere nello Yoga anche fuori da un contesto specifico come uno Studio Yoga e ricordasi che l'ambiente che ci circonda non è da sfruttare, non è una risorsa ma è ciò che siamo.
Tantra. La parola "Tantra" invece ha echi esoterici e misteriosi. La storia stessa del tantrismo è ancora avvolta nel mistero e non delineata. La tradizione tantrica ha un'anima esploratrice, contraria ad ogni dogma ed è uno spazio dove nulla è dato per scontato. Il Tantrismo ha poi ridato importanza alla nostra forma corporea. Il sistema mente/corpo ha smesso di essere un nemico da combattere o un ostacolo da superare ed è tornato ad essere un qualcosa di cui prendersi cura senza peraltro che questa cura diventi lo scopo della spiritualità stessa. Il Tantrismo è anche però ricerca di potere "Siddhi" e può diventare facilmente uno dei luoghi più oscuri in cui perdersi. In questo senso è utile ricordare che la spiritualità è "Prajna" ovvero saggezza e non potere.
Non solo Yoga. Lo Yoga non è certo l'unica tradizione che ha come fine ultimo la libertà e la comprensione. Anzi lo Yoga è una delle "discipline" o "arti" nelle quali è più facile perdersi nella tecnica e nel mezzo dimenticandosi dell'essenza e dello scopo. La comprensione della realtà e la conseguente fine della sofferenza è la base comune di tutte le tradizioni spirituali che vanno dal Buddhismo, al Taoismo allo Yoga ma che sono anche presenti nella mistica cristiana nel sufismo ed in molte altre tradizioni. Hari-Yoga è andare oltre lo Yoga stesso e ricercare la verità oltre alle forme e le etichette che essa prende.
Asana. Quando si cerca di definire uno stile di Yoga si pensa di solito immediatamente alla "pratica delle asana". Ogni stile e tipo di pratica fisica possono andare benissimo. Non importa se le asana vengano proposte con più attenzione agli allineamenti o al respiro, che se ne faccia più di un tipo anziché di un altro. La differenza e l'eterogeneità della pratica è una ricchezza ma rimane fondamentale la competenza e la conoscenza di ciò che si sta facendo. Tra i vari insegnanti che si riconoscono nell'Hari-Yoga vi sono anche grandi differenze su come proporre la pratica. Il fondamento comune è sapere che, qualunque forma si scelga per la pratica, le asana rimangono un mezzo per il benessere fisico o l'innalzamento del livello energetico o semplicemente un bel gioco ma non sono mai lo scopo per il quale si pratica. Eccellere nelle asana non è mai indice di consapevolezza e conoscenza della verità.
Meditazione. Non basterebbe un libro a definire cosa è la meditazione ed alla fine del libro l'essenza stessa della meditazione ci sarebbe comunque sfuggita, forse proprio perché la meditazione è silenzio e non parole. Qualsiasi significato si dia a tale termine personalmente credo che praticare tecniche di meditazione non serva a nulla ma sia importantissimo. Anche qui ognuno ha la sua via o crede di averla e se ci crede davvero va benissimo.
Nada Yoga (Lo Yoga ed il suono). Il suono sotto forma di mantra o musica o campane tibetane è spesso presente alle lezioni di Hari-Yoga. Sembra che la scuola sia in qualche modo un richiamo per coloro che amano il suono come veicolo. Non è però un segno identificativo, e anche in questo caso la diversità è la ben venuta.
Il terreno comune. L'Hari-Yoga è certamente promotore di un approccio alla vita che non nega la bellezza di qualsiasi forma da quella del contadino a quella dell'impiegato di banca, che cerca di spiegare come tutto possa essere Yoga ma chiaramente in questo Tutto ci sta anche chi del mondano non ne vuole sapere e si rifugia nella foresta o in una grotta dell'Himalaya. L'unico dogma e regola presente nell'Hari-Yoga è la totale mancanza di dogmaticità e di regole preconfezionate, di stili o di pratiche a cui conformarsi e a cui credere. Tutti sono i ben venuti ed il dare il ben venuto a tutti, il farli sentire a casa è l'unica vera regola. Hari-Yoga è un nome e quindi in qualche modo una forma per indicare una non forma. E' un recipiente vuoto che può attirare l'attenzione a livello superficiale ma se poi lo si prende e ci si guarda dentro .... sorpresa ... dentro non c'è nulla. Non vi è coerenza, non vi è una linea alla quale allinearsi, c'è una sorta di caos. Il caos è così tanto denigrato, fa paura e fin dall'infanzia ci viene detto di evitarlo. Cosa dire invece dell'armonia del caos? Le splendide figure informi che crea la spuma del mare dopo che si frange sulla spiaggia o le venature delle pietre o le forme delle radici degli alberi. Tutto nella natura è caotico eppure da questo caos si erge una sublime bellezza. Questo è l'Hari-Yoga, un grande caos con un ordine inesprimibile e inspiegabile. Dentro ci potete trovare tecniche e pratiche, disciplina ed il suo opposto, suoni e silenzio, movimento e quiete. Di fondo queste parole appena elencate sembrano opposti ma non lo sono, nessuna di esse può esistere senza il suo opposto e quindi cosa rimane? Solo il Vuoto ... sì, sempre lui. Hari-Yoga è solo un nome, un suono che dà una forma momentanea a ciò che non ha forma. Usare le parole è forma, creare concetti è forma, vivere in questo mondo adesso è forma. Credere che questa forma abbia una sua sostanza e coerenza è pura illusione. L'Hari Yoga potrà prendere mille forme diverse a seconda di chi lo propone, di chi lo pratica, dal contesto di dove viene proposto, ecc. ma anche diverso a seconda della vita di ognuno ma è chiaro che è solo un nome senza sostanza né peso. Infine qualcuno forse si sarà chiesto perché dare un nome ad una cosa che non esiste e non ha contenuto. Semplicemente perché per tanti altri insegnanti e tradizioni lo Yoga ha regole, dogmi e binari ben definiti all'interno dei quali rimanere. C'è un non retorico rispetto anche per coloro che preferiscono regole e dogmi ma semplicemente per sottolineare questo diverso sentire abbiamo etichettato il Vuoto perché sia chiaro che è Vuoto.
L'unica cosa che rimane come sfondo comune è la competenza, l'intensità, la presenza, l'attenzione e l'amore per ciò che si sta facendo. Personalmente poi aggiungerei la leggerezza e l'ironia ricordando a tutti che un muso lungo serioso, un atteggiamento pesante e borioso non sono certo indici di consapevolezza.





