Questo workshop è stato presentato in anteprima al Milano Yoga Festival nel 2010.
La pratica nasce da una visione dello Yoga spesso in antitesi allo Yoga Classico.
Esso infatti in qualche modo richiede al praticante di ritirare i propri sensi (indriya) all'interno in una sorta di isolamento rispetto al mondo esterno.
Altre tradizioni di Yoga più vicine al Jnana Yoga, al Tantrismo ma anche al Bhuddismo Mahayana ritengono l'isolamento una forzatura e quindi invitano il praticante a sviluppare una attenzione costante per ripulire i sensi dall'influenza della mente.
Queste tradizioni utilizzano pratiche che ricercano rispetto ai sensi o una posizione di neutralità oppure specialmente nel tantrismo una espansione dei sensi stessi fino a quando non c'è più chi percepisce e l'oggetto della percezione ma solo ed unicamente il percepire.
La scuola di yoga Hari-Om, sposa completamente il paradosso del "non sforzo" nella pratica proponendo così tecniche molto vicine a quelle dello Zen ma anche e soprattutto pratiche di Hatha-Yoga in cui possono essere presenti musicisti dal vivo invitando così i partecipanti ad abbandonarsi al fiume dei sensi, ed in particolare a quello dell'udito, fino a diventare il fiume stesso.






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