::CORSO INSEGNANTI DI YOGA::
Corso Yoga
- - - Le nuove annualità 2010 2011 avranno inizio a Novembre - presto sarà disponibile il calendario degli incontri - - -
 


Corso Biennale/Triennale
per Insegnanti di Yoga

Hari-Yoga: Scuola di Yoga integrale di tradizione tantrica

Coordinatore: Marco Mandrino

Scuola certificata Yoga Alliance RYS 200 e RYS 500

RYS 200
RYS 500
     
 

Il corso per insegnanti di Yoga è una guida all’approfondimento e alla comprensione dello Yoga nel suo messaggio originario cioè come disciplina e arte che supporta l’individuo nel suo viaggio verso la scoperta del proprio sé più intimo e autentico.

Hari-Yoga è uno Yoga Integrale di tradizione Tantrica. Questo significa che nel programma sono sintetizzati diversi approcci allo Yoga:  Hatha, Bhakti, Jnana e Karma Yoga. Questo tipo di approccio ha lo scopo di non limitare lo Yoga ad una attività da svolgere in un determinato spazio e tempo (ad esempio una lezione di Asana) ma di portarlo lentamente a permeare ogni attività svolta durante la propria vita giornaliera fino a quando qualsiasi azione sarà emanazione dello Yoga stesso.
La scuola si avvale per tanto: di una solida base di Hatha Yoga (Asana e Pranayama); di tecniche della tradizione Tantrica quali l’utilizzo di Mantra e visualizzazioni per la concentrazione (dharana) e la meditazione (dhyana); della medicina Ayurvedica che da un punto di vista tradizionale non è separata dalla Yoga; della visione filosofia e cosmologica non dualistica dell’Advaita Vedanta. Durante il corso saranno trasmessi allo studente tutte le conoscenze necessarie al fine di essere in grado, dal punto di vista tecnico, di insegnare Yoga nelle sue diverse forme con particolare attenzione all’Hatha Yoga essendo in questo momento il più utilizzato in occidente.

Il corso è rivolto per tanto sia a chi pratica e desidera insegnare o già lo sta facendo sia a chi desidera approfondire la propria conoscenza. 

Il corso è biennale, triennale con la possibilità di un quarto anno di specializzazione. Ogni anno tranne l’eventuale quarto è composto di 8 fine settimana completi (16 ore l'uno).

Il corso prevede il rilascio sia del diploma Yoga Alliance con validità internazionale che del CONI/MSP.

Per la stagione 2010/2011 la sede dei corsi è a: Alessandria, Milano, Brescia, Terni, Bari, Lugano.

Coordinatore: Marco Mandrino
Altri insegnanti: Lisa Perfumo - Marco Coventry - Sergio Di Loreto - Anita Boscaglia - Paolo Grassi - Rosalba Piarulli
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Il corso è a numero chiuso (max 15/18 partecipanti). Le lezioni di Anatomia e Ayurveda saranno tenute da insegnanti specializzati.

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"L’amore è la medicina più potente"
N. Karoli Baba

 

Hari-Yoga
Yoga Integrale di tradizione Tantrica
“Realizzare lo Yoga significa essere annientati nell’Amore”

Hari è il seicento cinquantesimo nome di Vishnu come scritto nel “Vishnu Sahasranama” e significa “colui che rimuove” con riferimento in questo caso agli ostacoli lungo il cammino spirituale. Vishnu è la qualità divina della preservazione e rappresenta il Divino portato nel mondo. Se Shiva è gli stati più alti ed eterei della mente Vishnu e le sue incarnazioni come Krishna rappresentano il cuore e l’amore. Hari-Yoga non è solo uno stile di yoga con delle sue peculiarità tecniche ma è un invito a vivere lo yoga nel quotidiano. Un risveglio per essere completo deve avvenire nella mente, nel cuore e nelle viscere. La qualità del risveglio nella mente è portatrice di chiarezza e saggezza, la stessa qualità nel cuore mette l’amore al centro del vivere quotidiano, nelle viscere dona stabilità e regala quell’innocenza che rende “nuovo” ogni istante. Quello che è considerato lo “yoga classico” con il suo accento al raggiungimento del Samadhi è in qualche modo non completo. E’ possibilissimo raggiungere stati alterati della mente e Samadhi profondi durante la meditazione e dopo poche ore arrivare a casa picchiare il cane e bisticciare con i vicini. Lo “Yoga classico” è il frutto del periodo tra la morte di Cristo ed il medioevo, periodo nel quale Kali Yuga, l’era del ferro e dell’oscurantismo, ha avuto le sue influenze più profonde. Un epoca fatta di spaccature e divisioni dove ogni tradizione richiamava a se la sua diversità ed unicità ed in qualche modo il primato sulle altre. Hari-Yoga ha le sue origini nei Veda in ciò che è chiamata Sanatama Dharma (Legge Infinita ed Eterna) dove tutte le tradizioni dello yoga e della spiritualità hanno una origine comune. Ogni tradizione e scuola ha importanza i punti in comune sono molti di più e di qualità superiore rispetto a quelli di distinzione, in pratica ogni tradizione è un semplice punto di vista di una unica realtà. In questo contesto Hari-Yoga riconosce l’influenza fondamentale del Tantra e dell’Advaita e Bhakti Vedanta, dei vari Maestri, Rishi e mistici di ogni epoca e tradizione come Ramakrishna, Anandamayi Ma, Santa Teresa d’Avila, Ramana Maharshi, Maister Eckart, Sri Aurobindo, Gesù Cristo, Krishna, Yogananda, Kabir, Neem Karoli Baba, il Buddha, Lao Tzu e molti altri esempi di come la luce possa risplendere in forma umana. Nei Veda lo Yoga è chiamato Yajna che significa “sacrificio”. Con il termine “sacrificio” si intende la perdita dell’Io individuale per confluire nell’universale, l’essere tutto e niente allo stesso tempo, danzare nel vuoto con ciò che è Divino. In questo senso lo Yoga prende vita dal Bhakti ovvero dalla devozione e non è un semplice insieme di tecniche per diventare più belli e flessibili o per sperimentare stati alterati di coscienza. Lo Yoga in occidente diventa spesso un’altra pratica di accumulazione. Questo non è certo colpa di una Scuola o di un Maestro ma è un approccio mentale insito alla nostra civiltà. Si cerca a seconda dei contesti di arrivare a fare posizioni sempre più difficili o di avere esperienze sempre più profonde. La pratica dello Yoga sembra diventare l’ennesimo gioco che bisogna vincere mentre è semplicemente un gioco che ci dovrebbe far comprendere che tutto è un gioco. Lo yoga tradizionalmente non è neppure acquisire nuove conoscenze. La materia spirituale è avvicinata come uno dei tanti “oggetti” che già ingombrano la nostra vita come se più cose si conoscono e più ci si può avvicinare a ciò che è vero. La stessa cosa accade con le emozioni. Anche in questo caso si cerca di accumulare più sensazioni e esperienze possibili. Una volta che vi è un bel bagaglio di conoscenza/esperienza il sollazzo è compararlo con quello degli altri e la spiritualità diventa più una “cosa” di cui parlare che non un qualcosa da vivere. La “spiritualità” intesa come accumulazione spesso non è altro che la sostituzione di alcune idee con altre idee a volte più sane ma lo yoga è andare oltre le idee. Lo Yoga è un approccio verticale dove la conoscenza è solo una base di appoggio. per andare oltre al conosciuto dove solo la “non mente” può arrivare. Attraverso l’esperienza del Bhakti Yoga è più semplice abbandonare ogni controllo. Uno dei pesi che più influenza il nostro vivere quotidiano in questa epoca è il tentativo costante di voler mantenere tutto sotto controllo. Utilizziamo la maggior parte delle nostre energie per controllare l’ambiente, gli altri e noi stessi. Il risveglio è possibile solo quando non c’è più controllo. Il prodotto del controllo è la rabbia che permea la nostra vita sia dall’interno che dall’esterno ed è il collante che cerca di mantenere saldo il controllo. Se lasciamo andare il controllo è come una morte, tutto diventa imprevedibile e solo in quell’istante una rinascita è possibile, solo in quel momento si può comprendere e fluire nello Yoga.

Hari-Yoga e il Sadhana (Pratica)

Hatha Yoga
La pratica di asana e pranayama è sempre molto intensa e volta al risveglio di Prana-Shakti. Le asana sono svolte sia in sequenze dinamiche sul respiro (Vinyasa) che staticamente con attenzione sia ai punti di allineamento che alla corretta respirazione ma anche soprattutto all’armonia del movimento con il respiro e non sullo sforzo di “fare”. Il Pranayama ha sempre un posto di rilievo per la sua forza trasformatrice e per la qualità propedeutica alle tecniche di concentrazione e meditazione (dharana e dhyana) che sono il pilastro di ogni stile e pratica dello Yoga. La qualità e la direzione della pratica dell’Hatha yoga sono fondamentali. Non bisognerebbe praticare per raggiungere qualcosa ma semplicemente vivere la pratica nel momento presente come un piacere, un gioco ed una danza.

Bhakti Yoga
Il Bhakti yoga nelle sue forme più alte non ha pratiche dogmatiche e precostituite. Una delle più utilizzate è la pratica del kirtan o canto devozionale perché il canto riporta immediatamente al cuore ma il bhakti yoga lo si può praticare nei modi più personali e l’intento è prioritario sulla forma. In questo senso anche la pratica delle asana può essere bhakti così come ogni altra azione che si compie durante la giornata. Il bhakti è ciò che ci ricollega con il mondo magico e mistico che è soltanto sopito dentro di noi. Ogni pratica di yoga senza la devozione del Bhakti diventa arida. Grazie al bhakti la passione, l’amore e la compassione diventano gli ingredienti principali dello yoga.

Jnana Yoga
Attraverso l’interrogazione diretta si può arrivare al silenzio. Attraverso il Jnana yoga si può sgombrare il campo da ciò che non è reale fino a trovarsi a danzare nel vuoto. Ogni lezione o seminario proposto non è un passaggio di conoscenza da accumulare e confrontare ma è una pratica in se stessa in cui l’allievo è invitato a cercare da solo al proprio interno la verità che sgorga fresca viva dal suo essere. Jnana Yoga può essere praticato anche attraverso la lettura quando la lettura stessa diventa stimolo alla ricerca interiore.

Karma yoga
l karma yoga è un invito alla presenza, ad agire non in funzione del pensiero ma lasciare che l’azione fiorisca spontanea dalla assenza del pensiero stesso. Il karma yoga e lasciare dietro di sé condizionamenti e pregiudizi e muoversi nel mondo non attraverso gli istinti o attraverso la mente ma solo attraverso il cuore.
Pellegrinaggi. Il Pellegrinaggio nei luoghi sacri di qualunque tradizione senza lo scopo di imparare o raggiungere nulla ma semplicemente rimanendo aperti, umili e disponibili è una parte importante del Sadhana (pratica) personale.

Ayurveda
L’ayurveda è la medicina indiana che si prende cura dell’aspetto mente corpo. Nelle scritture più antiche (i Veda) non è separata dallo yoga stesso ma anzi ne è parte integrante. Prendersi cura del corpo senza diventarne maniaci è la base di una vita sana nello yoga ed è come prendersi cura del tempio e della casa dell’Essere.


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