La realtà è che quando hai la sensibilità e l’attenzione adeguata puoi diventare ciò che vuoi.

La stagione estiva volge al termine e vorrei usare questo spazio per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a rendere la nostra stagione 2018 la migliore di sempre sia in termini di qualità che di quantità. Il nostro Bellaria style non è del tipo: “Io faccio questo e non altro” ma una “bolla” in cui chi entra è disponibile a fare ciò che è necessario fare.

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Oggi chi invecchia viene trattato e si percepisce come un animale impagliato che deve durare più a lungo possibile a discapito della qualità della vita.

Un mio caro amico (Max Monti) mi ricorda spesso che invecchiando non è che si diventa più saggi solo perché si è “fisiologicamente” obbligati ad essere più “coscienziosi” per questioni di sopravvivenza. Ovvero se quando sei un pò più avanti con l’età hai uno stile di vita e dei tempi identici a quando avevi vent’anni si rischia di arrivare a “fine corsa” molto velocemente.

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Noi siamo esseri complessi e necessitiamo di migliaia di piccole “sotto religioni” specialistiche a cui credere.

L’essere umano ha bisogno da sempre di certezze e sicurezze per attenuare e tener sotto controllo la paura dell’ignoto. Non sappiamo chi siamo, non sappiamo perché siamo qui, non sappiamo neppure dove siamo. In realtà non sappiamo nulla e per quanto ci sforziamo ogni scoperta è gravida di un nuovo mistero, ogni vetta che raggiungiamo non fa che svelare ai nostri occhi un baratro ed una cima ancor più alta e apparentemente più irraggiungibile.

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Il colpevole in Italia è il mal costume mafioso di cui gli Italiani sono intrisi.

Qualche giorno fa c’è stata la tragedia di tante persone morte e ferite per la caduta del ponte. Ovviamente è appunto una tragedia ed il dolore di chi ha perso dei cari va rispettato a prescindere. Poche ore dopo è iniziato il teatrino delle colpe. Perché bisogna incolpare qualcuno o qualcosa che di solito non è mai il colpevole.

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La mancanza di responsabilità è così virale che arrivare al “responsabile” di una qualunque cosa è pressoché impossibile.

La nostra è un’epoca di buia de-responsabilizzazione. La burocrazia è un muro impenetrabile creato appositamente per non dare appigli. Pensate quando avete un qualche problema con un qualche servizio. Chiamate e chi risponde al telefono non è mai la persona responsabile con cui eventualmente prendersela ma è un semplice “paravento”.

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