È un’epoca infestata da life-coach: solo a sentire la parola mi viene da schiaffeggiarli, il maestro di te stesso sei solo tu.

Leggo tra le news che M. Hunziker è stata in balia di una setta per cinque anni. Ovviamente come lei stessa ammette è stata una sua scelta, ribadisce più volte che non sta puntando il dito verso nessuno. L’articolo è pieno di spunti interessanti partendo da una frase «È un’epoca infestata da life-coach: solo a sentire la parola mi viene da schiaffeggiarli, il maestro di te stesso sei solo tu». Singolare che in mezzo a tutta la cacofonia una frase così rivelatrice arrivi proprio da chi non ti aspetti. Ma prima di arrivare alla conclusione è interessante dare una occhiata al processo.

La Hunziker è stata blandita e sedotta da una modalità che molti di noi conoscono bene. Vestiti candidi, diete purificatrici, modi di parlare ed esprimersi calmi e confortanti, teorie sulla purificazione dell’anima, il diventare un guerriero di luce. Insomma le solite puttanate. Perché di questo si tratta storie e favole che si danno per scontate, sempre le stesse cose raccontate in modo a volte sottile altro grossolano ma alla fine siamo sempre lì. Ciò che c’è non basta e allora ci si inventa la storia dell’anima. C’è paura della morte? Bene, così l’anima diventa immortale. Si soffoca in una superficialità buia? Certo, non dimenticarti che l’anima va purificata. Non capendo bene cos'è questa anima (ovvio che sia così dato che è un concetto costruito ed inconsistente) allora c’è bisogno di qualcuno che lo spieghi. Si finisce così sedotti e confortati dalla spiegazione, la speranza che la miseria che si sta vivendo non sia “tutto” scalda il cuore e allora ci si affida a chi ci sta raccontando questa bella “storia” il “life coach” o “guru” o come preferite chiamarlo. Di solito chi ha tendenze “freak” preferisce il “guru” più new age con sfumature fortemente religiose e mistiche. Chi ha tendenze più yuppie preferisce il “life coach” che è una digressione del “guru” ma più arrivista e con degli obbiettivi economicamente più rilevanti. La frittata è comunque servita. La miseria viene vestita da una superficiale luce che ne nasconde l’abisso. Non c’è neppure bisogno di pensare troppo, basta seguire le istruzioni senza accorgersi che si sta scivolando lentamente in un inferno ancora più profondo. Oppure dall’altra parte si può scegliere di prendersi la responsabilità della propria vita, alzare il culo e faticare, fare errori, cadere e rialzarsi, ridere e piangere ovvero sostanzialmente vivere davvero. Fate voi.




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