Gente che mobilita 3-4 persone per trovare il “perfect spot” e poi prova a buttar su le gambe in un pincha mayurasana mangia spalle, con spotter che molla i piedi nel momento esatto in cui il pronto fotografo scatta.

Durante l’ultima settimana per ben 3 volte mi è stato chiesto perché non mi faccio fotografare in posizioni yoga per poi pubblicarMI su vari social network, con al seguito frase profonda di rito, 200 hashtag diversi e, perché no, la pubblicità al leggings all’ultimo grido. A seguito della mia grassa risata di risposta, mi sento dire che “ormai fan tutti così”.
Ora, partendo sempre dal presupposto che ognuno a questo mondo è libero di fare il beneamato che vuole (anche esprimere un’opinione) a me, quando vedo l’ennesima foto dello “yogi” di turno che con sguardo all’orizzonte e massima platonica sui massimi sistemi unisce le mani in preghiera, sale solo il crimine.

Ma perchè?

Ma perché c’è chi per lavoro mi dice di fare la yoga model?

Ma che cazzo è una/uno yoga model?
Avete mai assistito al “making of” di questi set fotografici? Io purtroppo sì, e nientemeno che al Bliss Beat Festival. Gente che mobilita ¾ persone per trovare il “perfect spot” e poi prova a buttar su le gambe in un pincha mayurasana mangia spalle, con spotter che molla i piedi nel momento esatto in cui il pronto fotografo scatta.

Ma perchè? Cui prodest?
Poi mi fermo e mi viene sempre in mente la lezione del Mandrino del mio primo teacher training. La parte del "non discriminare".
Allora mi faccio una bella risata e vado oltre.

Mi ripeto sempre che l’arroganza del giudizio è il male, che non è né giusto né corretto puntare il dito e giudicare, ma mi rendo conto che a volte proprio non riesco ad evitarlo. C’è una linea di confine? C’è un punto in cui un’opinione detta ad un amico diventa il giudizio di un arrogante che si sente superiore?

Mi viene in mente un caro amico di Napoli che mi dice sempre che Napoli è splendida, peccato solo per i napoletani. Ecco io comincio a vedere lo yoga esattamente così. Sul tappetino trovo la mia forma, la mia dimensione e la mia espressione. Adoro insegnare.

Amo lo yoga, molto meno gli “yogi”.





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