Nello spazio tra le parole, nella vastità chiara, nelle pause tra azione e rumori, nel presente eterno e nel silenzio morbido… c’è qualcosa di più.

So che le parole sono belle. So che lo scivolare poetico di sillabe e suoni può creare differenti emozioni e significati. Che la comprensione può esser raggiunta e i conflitti risolti attraverso domande, risposte e discussioni in forma di parola. Così come il giusto ritmo del parlare, il giocare con espressioni e tonalità, può instillare il riso. So che queste cose sono vere. Mi piace stare nei luoghi in cui si gioca con le parole, creando e ascoltando, lasciando che fluiscano e ritornino ripetutamente, in un continuo mutare senza sosta.

Tuttavia, nello spazio tra le parole, nella vastità chiara, nelle pause tra azione e rumori, nel presente eterno e nel silenzio morbido… c’è qualcosa di più. C’è lo sguardo dolce e forte, che sostiene e pronuncia mille pensieri o emozioni, eppure non chiede e non si aspetta nulla. C’è il toccare che dà conforto, senso di sicurezza, che guida senza forzare e scopi precisi, facendoti sapere che è lì per te e con te. C’è la brezza tra gli alberi, che si trasforma in bacio sul tuo viso e in dita tra i capelli. C’è il calore di una persona al tuo fianco che trasmette tenerezza attraverso la pelle e calma con il respiro. C’è il cielo con i suoi miliardi di stelle, misterioso e grandioso senza sforzo. Questi momenti sono i più preziosi e duraturi per me; quelli in cui si sente l’amato e travolgente suono del silenzio, in cui stare per sempre, nella dolce assenza di parole.




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