Il valore non è dato dal “fare” cose ma dalla presenza, dall’attitudine a vivere il tempo a disposizione senza paura e con l’intento di fare della propria vita il meglio possibile con ciò che abbiamo a disposizione.

Da ragazzino mi sentivo ripetere da mio padre di “stare con i piedi per terra” ovvero limitarmi a ciò che è “sicuro”. Il mito della sicurezza è la catena che ci lega al ceppo della non vita, un mito falso ed oppressivo. Non bisognerebbe mai limitarsi per paura, farlo significa rinunciare alla vita. Per lo più si cerca di dimenticare che presto o tardi si cesserà di esistere ed il solo percepire che il momento si avvicina, quando non si sta vivendo, crea rimpianti.

La vita umana non ha valore di per sé, una vita inconscia e meccanica è una vita parassita. Il valore non è dato dal “fare” cose ma dalla presenza, dall’attitudine a vivere il tempo a disposizione senza paura e con l’intento di fare della propria vita il meglio possibile con ciò che abbiamo a disposizione, un’opera che meravigli e sia in sintonia con il nostro ideale più grande. Solo una vita vissuta cercando di essere un uomo o una donna di cui essere fieri ed orgogliosi ha un senso. Dovremmo ogni tanto fermarci e chiederci con distacco se ciò che siamo ci piace, se la vita che creiamo momento per momento ci gratifica e se la risposta è no invece di lamentarci con il “destino” muovere il culo per cambiare. Ogni momento di libertà, di spinta verso le proprie aspirazioni più grandi è un momento di immortalità. I poveri di spirito sono coloro che sperano e credono in una salvezza che gli arrivi in regalo da un qualche Krishna, Dio, Allah, Fata Turchina, Grande Gnomo o Mago Oronzo. Il regno dei cieli ce lo creiamo noi, l’immortalità esiste solo nella presenza dell’Adesso. L’unica accezione accettabile di “stare con i piedi per terra” è quella che funge da richiamo alla concretezza. L’essere umano moderno, nella sua profonda disperazione, sopravvive ad una vita senza gioia grazie a fantasie inconsistenti ed anestetizzanti. Nel suo immobilismo, drogato di pensieri ripetitivi, pondera e dibatte fino alla logorrea. Tu che stai leggendo, che mi hai seguito fino a qui, non importa quanto piccolo o grande sia il passo a cui stai pensando ma ti prego smetti di pensarlo e alza sti piedi da terra.




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