In realtà l’insegnante di Yoga medio insegna una ginnastica dolce in salsa religiosa che in altre epoche sarebbe stata per lo più adatta alla terza età ma trovandoci in tempi “sedentari” è diventata effettivamente una buona scusa per muoversi un poco.

L’insegnate di Yoga medio crede di essere speciale, di insegnare qualcosa di “spiritualdivino”, durante le sue lezioni il suo tono aulico da omelia pomeridiana fa sembrare il Cardinal Bagnasco un impavido leone, veste per lo più di bianco o comunque con casacche dai colori tenui agghindandosi di strani orpelli che dal suo punto di vista rappresentano l’equilibrio psicofisico raggiunto a forza di allungamenti forzati, molto spesso sviluppa quello che potremmo chiamare l’ego spirituale che lo rende più ignorante della persona media.

In realtà la sua comprensione è del tutto simile a quella dell’essere umano medio (quindi bassissima) ma a renderlo più ignorante è la presunzione di saperne di più. In realtà l’insegnante di Yoga medio insegna una ginnastica dolce in salsa religiosa che in altre epoche sarebbe stata per lo più adatta alla terza età ma trovandoci in tempi “sedentari” è diventata effettivamente una buona scusa per muoversi un poco. Nel praticare o insegnare Yoga non si fa nulla di così speciale e la maggior parte degli insegnanti se capissero che sono né più e né meno che degli istruttori di ginnastica per anziani le cose andrebbero assolutamente meglio. Vent’anni fa quando lo Yoga non andava per la maggiore come oggi vi era una buona percentuale di persone tra i praticanti che era alla ricerca di una rivoluzione interiore ed era disposta a tanto per essa. Ora lo Yoga è per lo più frequentato da persone iperstressate che chiedono per lo più un qualcosa che le rilassi. Essendo la nostra una democrazia malata, con tendenze all’appiattimento verso il basso l’offerta è in sintonia con la domanda cioè nessuna rivoluzione ma esercizi che sembrano pillole anestetiche. Gli eroi di questa generazione di Yogi sono per lo più degli indiani pacioccosi, semi dormienti (ma non lo si può dire perché per loro è meditazione) portatori di una filosofia dell’arrendevolezza con risultati nefasti e devastanti nella loro terra natia che per un senso masochistico incosciente alcuni vorrebbero adottare anche qui da noi. Io dico NO a tutto questo. Non accetto questo andazzo, non ho alcuna intenzione di appiattirmici. Chi partecipa ai nostri corsi finisce in una centrifuga nella quale è costretto a conoscere i propri limiti e, fuori dalla zona di conforto, trovare le sue domande fondamentali a cui nessuno potrà mai dare una risposta. Per quel che riguarda l’insegnante è un semplice compagno di viaggio, un facilitatore sulla stessa barca dei suoi studenti assolutamente nulla di speciale. Evitate quindi la parola Maestro. Grazie.





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