Quello che voglio affermare con forza è che ogni categoria è falsa, che le diamo spesso per scontate ma non hanno nulla di reale. I buoni sono trasversali ad ogni categoria.

Per buona parte della mia vita ho sperato di vedere una moltitudine gioiosa fare man bassa di sogni e invece mi ritrovo circondato da schiere di individui defunti, rassegnati a lasciarsi derubare della vita.” Da “Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane” ultimo libro di Massimo Carlotto. Questo è un post che è anche una sorta di omaggio alla carriera di uno dei più grandi scrittori italiani viventi. Ovviamente Carlotto non brilla per il suo sguardo positivo sullo stato di salute mentale e soprattutto etico dei suoi simili.

Sguardo che condivido totalmente. Ma non vi voglio consigliare i suoi libri per deprimervi ma perché attraverso i suoi romanzi Carlotto mina alla base una delle categorie più scontate: poliziotti=buoni, criminali=cattivi. Carlotto è un cantore dei “losers” ed i suoi eroi preferiti sono criminali e puttane. Non dovrebbe essere necessario esplicitarlo, ma avendo questa poca fiducia nelle capacità umane, preferisco chiarire che non sto cercando di affermare il contrario ovvero: poliziotti=cattivi e criminali=buoni. Quello che voglio affermare con forza è che ogni categoria è falsa, che le diamo spesso per scontate ma non hanno nulla di reale. I buoni sono trasversali ad ogni categoria. Vi sono criminali “onesti” con un senso etico e poliziotti che non ne hanno come anche l’opposto. Ho vissuto il mio passato per lo più in aree antagoniste dove poliziotti e i magistrati erano il “male”. Io devo delle scuse alle forze dell’ordine ed oggi sono fortemente convinto che il mondo senza di esse sarebbe un caos ancora peggiore di quello che è. E’ importante però essere in grado di vedere oltre le categorie mentali, riuscire a vedere e comprendere, non lasciarsi offuscare dalle parole ma imparare a sentire. Non credere, ad esempio, che un medico sia lì perché ci tiene alla tua salute e prendere per vero tutto ciò che dice come invece magari non è il caso di trattare una prostituta come un essere inferiore perché vive affittando il suo corpo. Quanti di voi vivono affittando tempo, energia fino ad arrivare alla vita stessa contribuendo a “cause” tutt’altro che etiche? Se anche solo il 5% della popolazione mondiale fosse in grado di andare oltre le categorie, coltivando uno sguardo “laterale” con una certa frequenza sarebbe una vera rivoluzione che varrebbe la pena di iniziare Adesso!




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