Ciò che ti cambia la vita è la consapevolezza ed anche se stai 10 anni sotto una campana tibetana non hai alcuna speranza che ti arrivi.

Con la gestione di un luogo dove si mischiano tante cose di cui alcune si avvicinano mio malgrado alla New Age ed alla religiosità ed altre che hanno a che fare con la musica mi capita sempre più spesso di avere a che fare con individui singoli o con gruppi di individui che spacciano la loro totale incapacità artistica per un qualcosa che “ti fa bene” e ti “cambia la vita” come la storia dei 432Hz.

Ciò che ti cambia la vita è la consapevolezza ed anche se stai 10 anni sotto una campana tibetana non hai alcuna speranza che ti arrivi a meno che tu non faccia un lavoro profondo su te stesso che non ha nulla a che fare con gli Hz. Ciò che ti fa star bene invece è il piacere, l’arte e la bellezza che non sono soggettive ma sostanziali. Questo post non è solo il risultato di esperienza di anni di vicinanza con “artisti” ma della fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Infatti ieri la mia cara amica Venusia Fusetto mi ha fatto vedere un video di una serata a cui ha partecipato pagando 30 euro dove la qualità artistica era più bassa della peggior sala di Karaoke di Manila il lunedì sera. Qualcosa che elevava un pianobar qualunque a “concerto imperdibile”. La cosa scandalosa non è tanto che i due “musicisti” ci abbiano provato ma che tanta gente abbia speso 30 euro per vederli e sentirli ed in più sia andata a casa convinta di essere stata percorsa dalla grande energia universale portando i dischi rotanti (Chakra) in perfetto allineamento. Tanto vale riprenderci Vanna Marchi perché alla fine è la stessa roba. Ci sono ottimi musicisti al mondo che emanano con la loro musica e la loro arte vibrazioni differenti e sono tutti potenzialmente benefici. Ascoltare gli uni o gli altri è anche questione di propensione personale. Che siano a 432 Hz o meno non cambia nulla così non cambia nulla che siano “positivi” o meno. Permettetemi di farvi notare che per lo più l’arte umana più alta scaturisce molto più spesso dalla perdita e dalla sofferenza che sublimate attraverso l’arte rendono il mondo un posto migliore. Che poi vi siano suoni, strumenti, tocchi, presenze e mille altre cose che abbiano un effetto benefico sul nostro organismo è talmente scontato che non vale neppure la pena spenderci parole. Però per favore non cercate sempre e comunque di creare categorie del cazzo spacciandole per verità.




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