Che la libertà non sia semplicemente andare oltre le categorie? Darsi la possibilità di fluire senza briglie nella “solitudine” e farsi assorbire totalmente dalla relazione quando la relazione esiste?

Ho passato quarant’anni di piacevole solitudine. Solitudine non nel senso che vivessi fisicamente isolato ma in uno stato di lontananza mentale ed emotiva da tutto e tutti. L’isolamento mi procurava persino stati di autoesaltazione, abbracciavo totalmente una filosofica del distacco, del non bisogno, del non attaccamento. Di quel periodo non rimpiango nulla ma è passato.

Negli ultimi due anni credo di aver passato non più di 15 giorni lontano da Emanuela, la nostra è una relazione 24ore x 7giorni. Questo è una di quei giorni in cui lei non c’è e mi manca. Così mi trovo a sorridere di quanto si possa cambiare. Adesso adoro l’attaccamento, mi sento totalmente dipendente da lei e sono assolutamente felice di esserlo. Che la libertà non sia semplicemente andare oltre le categorie? Darsi la possibilità di fluire senza briglie nella “solitudine” e farsi assorbire totalmente dalla relazione quando la relazione esiste? Che non sia il tentativo di non aver attaccamenti semplicemente un'altra prigione? Mi trovo così improvvisamente cultore delle dipendenze. Dipendente dalla mia birra serale con erba, dei miei allenamenti, di tante piccole abitudini ma soprattutto dipendente dal suono della sua risata, dal profumo della sua pelle, dalla sua presenza totale in ogni istante del mio presente.




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