Saggezza_Indiana

Chi crede che la spiritualità e la religione indiana portino ad una maggiore consapevolezza e coscienza dovrebbe aprire gli occhi e guardare la realtà.

Vi sono dei persistentemente ciechi in occidente che vedono nello Yoga non un'attività fisica con delle qualità notevoli, ma una vera e propria religione anche se poi si offendono a chiamarla così e preferiscono usare il nome spiritualità o altro. Li si riconosce perché vedono nell’India una meta, una culla della saggezza, un luogo illuminato ed illuminante e via dicendo.

Esternano questo amore per la madre India facendo proprie delle abitudini estetiche e di costume indiane in diversi modi e forme. A costoro non servirà neppure quest’ultima nefandezza dell’India in cui la corte Suprema ha deciso che non è perseguibile chi picchia, maltratta un Dilat (la casta più bassa indiana) e che durante il governo del premier Modi, tra l’altro praticante e amante dello Yoga, gli stupri e le violenze contro le frange più deboli e povere del paese siano aumentate. Se qualcuno crede che Modi non abbia il sostegno di buona parte della società indiana si sbaglia.

Chi crede che la spiritualità e la religione indiana portino ad una maggiore consapevolezza e coscienza gli basterebbe aprire gli occhi e guardare la realtà che tutto questo ha prodotto, per convincersi che è meglio considerare lo Yoga alla occidentale e praticarlo alla occidentale lasciando perdere Guru e Gurini, ma so già che non sarà così perché alla fine non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.




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