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Onestamente credo che il volo di una farfalla sia milioni di volte più stupefacente di un qualsiasi missile di nostra creazione.

Sembra che uno dei più profondi ed innati desideri dell’essere umano sia quello di “appartenere”. Da esseri di vocazione “sociale” che indubbiamente siamo, sembriamo quindi costantemente alla ricerca di maniere che definiscono un certo senso di appagante appartenenza a qualcosa, un qualcosa normalmente e assurdamente incongruo e fittizio, se non altro perché che lo vogliamo o no a qualcosa apparteniamo… forse!

Uno scoglio nel tragitto verso tale vocazione è la paura che ci blocca, infatti e nonostante tutto, siamo esseri propensi alla codardia per cui piuttosto che affrontare l’inevitabile disagio dovuto all’appartenere alla “razza umana”, ripieghiamo verso surrogati concepiti per ammorbidire, diluire o evitare tale disagio, ma inevitabilmente destinati a suffragarlo e renderlo ancora più devastante che non.

Di conseguenza tiriamo ipotetiche, arbitrarie e flebili linee sulla mappa del pianeta che poi spingiamo avanti e indietro con enorme spreco di lacrime, sudore e sangue, in gruppi concorrenti e rivali raccolti sotto l’egida di ridicoli e colorati pezzi di stoffa cuciti pomposamente gli uni agli altri.
Se ciò non bastasse, all’interno di tali e saltuarie linee, creiamo ulteriori effimere zone assemblandoci sotto stemmi senza speranza e che non sopravvivono un batter d’occhio.
Infine, non soddisfatti del tutto, insistiamo nel sostenere assurde illusioni e inventiamo le più altisonanti e ormai antesignane maniere di appartenenza sotto forma di eserciti, classi sociali, caste, partiti politici, religioni, tifoserie, Rotary Clubs, Massonerie, Scuole di Yoga o tradizioni spirituali.

La verità è che mi sento idiota e stanco di perorare le stesse e ripetute parole, come un martello che continua a colpire la testa del chiodo già ormai inesorabilmente spiaccicata, ma allo stesso tempo mi rifiuto al sol pensiero di appartenere alla più stupida e atroce parte della cosiddetta specie “intelligente” che domina il pianeta nel quale per ragioni incomprensibili a me, al più antico dei mie avi o al Papa, sono stato destinato a vivere.

Onestamente credo che il volo di una farfalla sia milioni di volte più stupefacente di un qualsiasi missile di nostra creazione.

Opino che la diversità nel pianeta sia il dono più grande offertoci dalla Natura, senza diversità non avremmo la minima speranza di essere quello che siamo o sperare di essere quello che potremmo essere…

…se non al colore della pelle, lingua o divinita’ varie da adorare e su cui tutti dibattono calorosamente e in disaccordo, pensiamo al gelato che piace a tutti.

Solo gelato alla vaniglia? Per chiunque! Ma è mai possibile immaginare un mondo “felice” e “armonioso” senza gelato al mango, stracciatella, avocado, cocco, cacao 100%, pink panther, puffi, calendula, speck, germogli di bamboo… o alla birra, fragola, fiori dei boschi dei Carpazi Nord-Orientali, petali di Hybiscus, o al prosciutto di cinghiale Maremmano incrociato con la renna Siberiana? Ma chi vuole appartenere a un mondo senza gelato Vegano o Vegetariano, onnivoro o carnivoro, vaccino, caprino o pecorino…!?

…e comunque, e sicuramente a qualcosa apparteniamo, apparteniamo all’universo… o forse neppure a quello.

Se non capiamo questo siamo perduti, come molli larve informi tra le trame di un tessuto alla deriva nei meandri del Cosmo.

Nella tomba di un uomo c’era inciso:
“Mai nato e Mai morto
ha solamente visitato il pianeta Terra (…e molte gelaterie…)
tra il…e il…”




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