Krishnamacharya

In quello che in un “Manuale degli Affari” verrebbe considerato come un “esemplare colpo di genio”, Patanjali vende la casa, le capre e la moglie e si dedica anima e corpo alla stesura dei “Sutras”.

- "Direi che siamo di nuovo in affari!" esclamò Patanjali.
- "Quali i prossimi punti nell’agenda?" - chiese Pradipika
- "Lo vedrete…" - dichiarò Krishnamacharya
- "Fatto"- …Bikram

Dopo un paio di settimane in Sirsasana e con un principio di mal di testa, Patanjali finalmente realizza le incredibili possibilità già indicate 3000 anni prima dagli astutissimi Rishi e per millenni nascoste e accaparrate dai grassi, untuosi e avidi Brahmini fin’allora al potere.

In quello che in un “Manuale degli Affari” verrebbe considerato come un “esemplare colpo di genio”, Patanjali vende la casa, le capre e la moglie, investe tutti i suoi averi in una risma di papiri comprata dai mercanti Egiziani, qualche litro d’inchiostro comprato dai Cinesi, pane azimo comprato dai Bengalesi e si dedica anima e corpo alla stesura dei “Sutras”.

Patanjali è comunque molto più furbo di quello che sembra e preveggendo il futuro scrive un email a Pradipika (stimato in apparire nel giro di 800 anni).
Patanjali è un uomo di grande pazienza e dotato di una fede infinita.

Dopo circa 8 secoli, Pradipika arriva finalmente sulla Terra.
Attraversa la solita routine, succhiando la tetta, facendosela addosso, ridicolizzato dai compagni di scuola, finchè cresce abbastanza per controllare i suoi emails. Senza fortuna. L’internet non è ancora stato inventato.
Alla fine arriva comunque il postino recapitando un pacco di Papiri.

Pradipika legge il tutto e sempre fedele alla Posta Veloce, immediatamente invia la domanda… la risposta non è altrettanto rapida.

Ma Pradipika è un giovanotto creativo, poco propenso all’ozio e mentre aspetta la non così veloce risposta, comincia a disegnare e assegnare nomi a corpi umani in posizioni alquanto eccentriche.
Ne disegna e nomina circa un’ottantina, la risposta ancora non giunge… finchè il padre finalmente lo scova nella grotta dove s’era nascosto, da un’occhiata ai disegni ed esclama compiaciuto -‘attaboy! Il talento non ti manca!’-.
Pradipika viene inviato ad un Liceo Artistico, i disegni abbandonati, così come i Papiri inviati da Patanjali.

Circa 13 secoli dopo, Krishnamacharya è in preda ad una crisi esistenziale, deve fare qualcosa e anche se riluttante, decide di ritirarsi in una grotta a meditare.
Krishnamacharya è un’anima tormentata, più incline all’esercizio fisico che a meditazioni sedute e in silenzio.
Senza pace cammina avanti e indietro nella grotta, sposta pietre da un lato all’altro finchè dietro una di esse trova i disegni e i papiri abbandonati da Pradipika.
Tombola!
Krishnamacharya è assai eccitato, prova e riprova le pose disegnate, le combina e ricombina, legge anche i Papiri, un pò noiosi ma intriganti.
Dopo 7 anni è pronto a lasciare la grotta.
Porta con sè papiri e disegni, rinominati “Yoga Sutra” e “Atta Boyoga Pradipika” (poi cambiato) e ritorna nel mondo per diffondere il Verbo.
Back in business!

Bikram è un ragazzino sveglio, nato in india, ma assai attento alle necessità delle ricche ed annoiate anime Occidentali.
Velocemente apprende l’ABC e si trasferisce in America.
Come molti emigranti attraversa innumerevoli disagi e suda molto, senza dubbio, ma alla fine riesce a stabilire una lucrativa impresa che gli permette di rilassarsi un poco e anche “surfare” la rete. Ed è nel fluttuante web che trova un antico, ingiallito e spiegazzato email mai risposto.
Clicca sul bottone replay e scrive: -‘Fatto’-.

E la storia continua.




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