Non si “dovrebbe” amare ma Essere in uno spazio sensibile in cui i vari problemi, preoccupazioni, contrasti entrano ma non sostano.

Non è sempre semplice: la vita quotidiana rischia spesso di schiacciare anche il più nobile dei sentimenti. La socialità digitale, che di sociale non ha molto, toglie profondità a tutto. Piacere, dolore, entusiasmo, tutta una gamma di sentimenti sono schiacciati in un'emoticon. L’Amore non è un sentimento basato su un pensiero e su di un modello.

Non dovrebbe essere un’ideale, per quanto alto, ma dovrebbe essere uno spazio profondo radicato nel presente. Non si dovrebbe amare qualcuno perché è comodo farlo, perché fa paura il sentirsi soli, perché fa figo postare le foto insieme su Instagram affinché gli altri lo sappiano o comunque amare per “bisogno” nel senso più ampio del termine. In realtà non si “dovrebbe” amare ma Essere in uno spazio sensibile in cui i vari problemi, preoccupazioni, contrasti entrano ma non sostano. Uno spazio che va difeso, giorno per giorno, momento per momento. Quello spazio dal quale basta un incontro di sguardi, uno sfiorarsi appena o anche un semplice percepire il profumo della pelle dell’altro per perdersi e sprofondare in un tempo eterno in cui Tutto scompare e Tutto presente, in cui si nasce e si muore in un frullare d’ali e sai senza dirtelo che per quell’istante effimero vale la pena di vivere.




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