Da quando ho capito che dare la colpa agli altri e al mondo interno (con incazzatura annessa) non serve a niente, mi sento molto più partecipe del mio presente.

Sono in posta. La classica posta del giovedì pomeriggio, con la ventina di persone che aspetta e i 5 impiegati che lavorano. Fa caldo, l’aria condizionata non è stata ancora accesa. Ci sono 2 bambini che giocano rincorrendosi e un cagnolino che piange.

Prendo il mio numerino per spedire (attenzione a non prendere quello sbagliato altrimenti sono ca**i amari). Passano 2 minuti, nessun numerino chiamato, nessuna persona allo sportello. Gli impiegati fissano il monitor e niente accade.

Passano altri 3 minuti.

...

Qualcosa accade negli uffici dietro gli sportelli, c’è trambusto, non si capisce bene.
Gli animi dei clienti cominciano a scaldarsi. Succede impercettibilmente, uno sbuffo, uno sguardo all'orologio e via via tutte e venti le persone cominciano ad indispettirsi per l’attesa. Cominciano a parlottare tra loro, “si sa quando si entra e mai quando si esce”, “fanno finta di lavorare”...

Scatta il numerino, non si alza nessuno.

“TRENTATRE…!”

Niente, torna il silenzio. L’atmosfera si scalda ancor di più. Cominciano litanie di insulti, sommessi... non ci si vuole far sentire, ma la lamentela è lì e trapela, contagiosa.

Io osservo. Anche un pò divertita, a dir la verità. Una coda in posta diventa nella mia mente metafora reale di vita.

Ho davanti a me due scelte. Unirmi al coro della lamentela facile, dello sbuffo, dello scazzamento generale o, semplicemente, starmene tranquilla e trovare un modo migliore per passare il tempo.

Sono in ritardo anch’io, ho lezione più tardi, ma decido di tirare fuori il cellulare e ascoltarmi un pò di musica.

Immediatamente mi tranquillizzo e inizio anche a seguire la musica con la testa, serafica.

Intorno a me tutto continua (i terminali sono guasti, ci sarà da aspettare). Gli impiegati si trovano a dover dare spiegazioni a clienti furenti. Devono pagare la bolletta e ritirare i soldi dal conto! ADESSO!

!!!!

È proprio vero. Tutti i giorni, dinanzi ad ogni situazione, siamo noi a scegliere. La Responsabilità è NOSTRA. Abbiamo il PIENO POTERE di cambiare il corso della nostra giornata.

Possiamo arrivare in posta e sbuffare ogni 3 secondi o possiamo leggerci un libro, ascoltare la musica, guardare fuori dalla finestra, qualsiasi cosa.

Come mi sono abituata a pensare, la lamentela sta a zero. La situazione che non mi va bene può essere cambiata? BENE, allora AGISCO per variarla. La situazione che non va bene non può essere cambiata? Allora è INUTILE lamentarmi.

Piantiamola di piangerci addosso e agiamo! Non è facile, lo so bene, ma io ci PROVO tutti i giorni. Sempre. In ogni campo. In ogni circostanza.

Organizzo le lezioni di yoga all'aperto. Piove.
Posso farci qualcosa? No! Mi girano? Eccome! Ma quello che FACCIO non è lamentarmi per il resto della serata su quanto l’universo mi sia avverso, semplicemente “me la metto via”, sperando nella settimana successiva.

Da quando ho capito che dare la colpa agli altri e al mondo interno (con incazzatura annessa) non serve a niente, mi sento molto più partecipe del mio presente e sono orgogliosa di riuscire a spuntarla con un sorriso, anche quando si mette male. Perché entrare nel circolo vizioso del "è colpa di..., sono sfortunata, ho saturno contro" ci fa credere, erroneamente, che la nostra vita non sia nostra responsabilità e quindi, di non poter affrontare le situazioni difficili con le NOSTRE forze.

Intanto in posta la situazione è degenerata, tutti si lamentano ma (guarda te..!) niente si risolve. Decido di andarmene perché, altra cosa che ho imparato a mie spese, circondarsi di gente negativa mi prosciuga in generale l'energia.

Mi scrollo di dosso la posta, gli impiegati arrabbiati, i musi lunghi degli avventori e esco. C'è il sole!




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