Me ne sono andato presto perché mi risultava un pò stretto anche se ho poi scoperto che per definizione qualsiasi “paese” del mondo ha i suoi limiti.

Sono nato e cresciuto in una parte del mondo chiamata Italia.
Ho un “Passaporto” emesso dalla cosiddetta “Repubblica Italiana”.
Sono quindi considerato un “Cittadino Italiano” d’accordo con i sistemi vigenti, anche se in realtà non ho mai capito bene cosa volesse dire.

Ho attraversato frontiere marcate sulla carta, ma non di fatto e in genere controllate da “guardiani” tristi, grigi, ottusi, insipidi, disinteressati o al bordo dell’isterismo.

Non mi hanno mai appassionato i colori della bandiera che lo rappresenta, così come l’inno nazionale che trovo un pò “pesante”: lo rifarei roccheggiante alla Jimi Hendrix, solo il colore della Nazionale mi aggrada, perché amo il blu e tutte le sue sfumature.

Me ne sono andato presto perché mi risultava un pò stretto anche se ho poi scoperto che per definizione qualsiasi “paese” del mondo ha i suoi limiti, ma sono tornato spesso negli ultimi anni nel denominato “Bel Paese” anche di recente e, ahimè! l’ho trovato ancor più piccolo del solito.
Ognuno che tira l’acqua al suo mulino.
Medievale.

Non mi ha stupito più di tanto, medievale lo è sempre stato e lo è tutt’ora.
Dopo il fracasso del rigido Impero Romano molti secoli addietro, è stato terra di conquista, forgiato di fatto da una e cento culture diverse che l’hanno reso ciò che è.

Ma in realtà mi ha più stupito il fatto che fosse stato uno dei Paesi fondatori della CEE (Comunità Economica Europea) e più tardi uno dei baluardi della UE (Unione Europea) e della moneta unica.

Infatti risulta alquanto sorprendente che tale “espressione geografica”, come la definiva il Metternich circa 150 anni or sono e dopo gli sforzi di Garibaldi e le sue Giubbe Rosse per unificarlo, riesca ancora ad essere “un Paese” di un certo peso.

Un peso economico più che politico, determinato fortunatamente da coloro che lavorano per costruire in barba a certi “Gagliardi Gaudenti” allo sbaraglio che pretendono di governare in un mondo che non gli appartiene più.

Cosa c’entra tutto questo con lo Yoga e una scuola di Yoga in particolare? …un cacchio!
O forse c’entra semplicemente perché lo Yoga è per l’Unione piuttosto che per la Separazione, perché lo Yoga non contempla Paesi o Nazioni, piccole o grandi, non contempla Passaporti, Municipi o gabelle varie, perché semplicemente non contempla i Feudi che anche in quest’epoca cosiddetta “Moderna” si replicano e clonano come non mai... in barba al “Salto Quantico” che poche menti illuminate proposero e in cui sperarono… ma chissà!?…

Chi d’Incoscienza ferisce d’Incoscienza perisce.

…Welcome to Maya-Land…




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