Leggere qualcosa presuppone entrare in un mondo di neri su bianchi così suggestivo che chi legge esce dal mondo circostante e levita anima e corpo nella storia.

Molto probabilmente, se fossi meno gretto e ottuso di quello che sono, un articolo o racconto sotto tale titolo risulterebbe al massimo come nella novella mai scritta e da me sempre sognata:

“La grande cavalcata”.

Inizia cosi’: “Gee-up!…clop-clop-clop… (per 800 pagine)…clop..clop..clop (e finisce)…whoa!!!

Solo un sogno… perché?
Perché, ahime’, nessuno mai leggerebbe un’articolo e nondimeno una novella talmente noiosa, io per primo.  Infatti, per definizione, leggere qualcosa presuppone entrare in un mondo di bianchi e neri, di neri su bianchi così suggestivi, magistralmente e a volte magicamente così ben orchestrati che chi legge esce dal mondo circostante e levita anima e corpo nella storia.

E comunque le parole scritte lasciano sempre il tempo che trovano: una volte lette s’inarcano, forse, nei ricettacoli delle memorie più recondite, mentre le parole parlate si dissolvono nell’etere e al massimo diventano echi distorti e lontani e assorbiti dall’incommensurabile orecchio cosmico.

E qui devo fermarmi per non entrare nell’effimera filosofia da cui cerco di avincermi… opsss! Parolone!…clop-clop-clop…chissa!… Forse un Bel Giorno la Bellissima Novella sarà raccontata… a parole…uhm!!!…dubito!…spero.

…sitting silently, doing nothing and the Grass growth by itself…Bamboo!!!???…

Whoa…!!!




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