Sia chiaro, la povertà non è una sfiga ma una malattia, di cui siete i primi responsabili e va assolutamente curata.

L'argomento non viene mai discusso molto durante i seminari di Yoga, anche se l'afflusso e il deflusso di denaro sono tanto un aspetto cruciale del vivere bene e in armonia quanto lo studio del Sutra di Patanjali, della Gita e della buona energia che fluisce attraverso Mudra e Pranayama.

È vero, i soldi non fanno la felicità ma possono aiutare. In questi tempi molto strani, c'è una relazione tossica con il denaro. Da una parte sembra che non sia mai abbastanza e quando c’è viene sperperato nel superfluo e nell’inutile mentre quando manca la colpa è del destino, del datore di lavoro fino ad arrivare al governo. Sia chiaro, la povertà non è una sfiga ma una malattia, di cui siete i primi responsabili e va assolutamente curata.

Se per uscirne aspettate l’aiuto di una banca, del reddito di cittadinanza pentastellato o di chiunque altro rimarrete poveri e per di più alla “catena” aspettando che vi arrivi qualche avanzo. Per uscirne si può iniziare credendo in voi stessi, investite su voi stessi, rischiate e prendetevi la responsabilità della vostra vita.




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