L’arrivo della luna nuova rappresenta un pò l’inizio di un nuovo ciclo vitale. Ogni mese la luna nasce, tramonta e muore; questo ciclo senza fine, fa della Luna, la regina del rinnovamento e della rinascita poiché la sua morte non è mai definitiva, la Luna risorge sempre. Questi tratti rendono la luna il simbolo della trasformazione e della crescita. Il potere della luna è aumentato anche dal suo elemento, l’acqua, che rappresenta la vita e la fertilità.

Quindi, l’arrivo della Luna nuova è un buon momento per riallinearci e per stabilire i nostri propositi. In una società che va “più veloce della luce”, l’arrivo della luna nuova è il periodo perfetto per centrarsi, per dedicare un po' di tempo a ricongiungersi col momento presente, apprezzando la sua impermanenza.

Lo Yin yoga è quindi una pratica stupenda da praticare in questo periodo, in quanto ci permette di lasciarci andare, di focalizzarci su noi stessi e sul respiro e di entrare dentro noi stessi e creare “spazio”.

Al contrario delle pratiche Yoga più dinamiche (yang), lo Yin yoga si concentra sul semplice atto dell’essere, senza forzature, senza voler a tutti costi arrivare da qualche parte. Lo Yin ci offre la possibiltà di essere morbidi e “arrenderci” alla vita perché darsi la possibilità di essere vulnerabili è l’unico modo per risorgere più forti di prima. Il traguardo dello Yin yoga è proprio di non avere alcuno traguardo se non quello di essere morbidi (e forti) come l’acqua, perché la fluidità è ciò che porta davvero alla trasformazione; solo quando siamo liberi dal giudizio, si può veramente essere saggi e vedere la vita per il dono meraviglioso che è.

Per concludere, riportiamo un piccolo estratto dal libro di Jon Kabat-Zinn:
“Dovunque Tu Vada, ci Sei Già. Un cammino verso la consapevolezza” che racchiude una bellissima e semplice verità “Lasciar andare implica non continuare a desiderare quello che vogliamo ottenere e non rimanere legati a quello che già abbiamo, o semplicemente a quel che pensiamo di dover avere. Lasciar andare significa anche non rimanere ancorati a quel che odiamo, a quello verso cui proviamo una fortissima avversione."




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