Il ruolo dell’insegnante

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Stiamo iniziando un nuovo anno accademico per i nostri corsi di formazione con un numero di iscritti mai così alto, segno di una scuola in ottima salute e queste poche righe sono per chi inizia ma soprattutto per chi già insegna ed in particolare per chi è parte della nostra scuola. Il loro contenuto non è applicabile solo all’insegnare Yoga o altra disciplina ginnica, ma valgono anche per chi insegna italiano, filosofia o matematica.

Chi insegna non lo dovrebbe fare per promuovere sé stesso, chi insegna non dovrebbe mai essere “al centro”. In realtà nessuno è al centro. Chi insegna dovrebbe creare uno spazio (in inglese lo chiamano “the zone”) in cui entrare e fare il possibile per invitare chi partecipa. Chi insegna non dovrebbe essere un performer ma più un direttore d’orchestra che appena può sparisce. Non un “blah blah blah” continuo per mostrare agli altri “quanto ne sa” ma un facilitatore che porta i partecipanti, sempre che lo vogliano perché chiaro che in questo contesto ognuno deve fare la sua parte, ai confini dove spazio e tempo smettono di esistere, dove non ci sono più ruoli ma un unico grande organismo che esprime la sua coralità pur nella chiara differenza di ruoli.

Quando questa magia funziona, alla fine può esserci stanchezza ma soprattutto un senso di leggerezza e di appagamento come dopo aver fatto l’amore o aver partecipato ad un concerto fantastico.

alessandra quattordio