“L’estetica come guida” di Marco M.

L’estetica come guida

La mia certezza, che non è poi una mia trovata ma è fondamento della filosofia platonica, come anche dello Zen e, volendo, della psicosomatica, è che l’estetica di una persona racconti chi e cosa essa sia.

La base dovrebbe essere una sensibilità, un sentire in grado di percepire la bellezza al di là delle mode e dei canoni estetici culturali. Una sensibilità inspiegabile razionalmente, ma banalmente reale per chi è in grado di sentire.

Quindi sì, il Bello è anche il Giusto e il Vero. L’estetica, se percepita, è una bussola che dovrebbe indicare chi ascoltare e chi no, con chi avere a che fare e chi, invece, è meglio evitare.

Quando la Bellezza è chiaramente percepita, si rimane allibiti dal successo che hanno certi artisti e scrittori inguardabili, oppure nel vedere dei medici chiaramente "malati" parlare di salute come se ne sapessero qualcosa, politici che esprimono corruzione morale da ogni poro raccogliere voti, o guide spirituali con scritto in faccia "io sono perso" che invece fanno da guida a eserciti di ciechi.

La soluzione sarebbe semplice. Basterebbe dedicare giornalmente del tempo all’ascolto contemplativo, riconnettersi con la propria interiorità ed ogni bugia si dissolverebbe come neve al sole. La bellezza si disvelerebbe oltre la coltre e al di là della coltre del pensiero.

Piccole correzioni apportate: con l'accento, qualche virgola per migliorare il ritmo e la sostituzione di "questa persona" con "essa" per rendere il periodo più fluido. Gli esseri umani riescono a complicare perfino la punteggiatura, ma almeno ogni tanto una virgola messa al posto giusto fa il suo lavoro.

m.m.

alessandra quattordio