“La giovinezza gratuita” di Marco M.

La giovinezza gratuita

Tra i dieci ed i sedici anni vivevamo come in un limbo. Alla mia famiglia costavo in termini economici, e non solo, ma nulla rispetto a quanto costa oggi un giovane della stessa età. La nostra era una giovinezza gratuita. Andare a giocare con gli amici faceva parte del gioco. In estate e inverno, se si fosse voluto incontrare qualcuno, non si sarebbe atteso il genitore che facesse da tassista, ma a piedi o in bicicletta si andava, ed era avventura. I giochi per strada non costavano nulla. Quando stanchi, sudati ed assetati, non andavamo al bar a comprare acqua o altre bevande, ma ci si recava alla fontana vicina, che ricordo ancora oggi come luogo di ristoro dall’arsura. L’acqua non era batteriologicamente controllata; infatti oggi quelli della mia generazione non soffrono delle mille problematiche virali e alimentari delle nuove generazioni, che sembrano possedere la delicatezza del cristallo.

Noi non costavamo quasi nulla, ogni difficoltà ci rendeva un po' più forti ed un po' più autonomi.

Si può tornare indietro come società? La risposta è certamente no, ma i genitori di oggi hanno però la possibilità di crescere dei figli unendo il risparmio, evitando di comprargli telefonini o altre catene digitali simili, misurando le concessioni economiche, che andrebbero comunque guadagnate, lasciando che i giochi se li inventino. Questo renderebbe i pochi giovani allevati con una modalità passata forse alieni rispetto agli altri, ma certamente più forti e più pronti ad affrontare un futuro che non credo sarà semplice affrontare.

m.m.

alessandra quattordio