“Le camere oscure” di Marco M.
Le camere oscure
Ogni tanto ascolto in disparte discorsi spirituali che sembrano una versione New Age dei Baci Perugina. Totalmente persi in un mondo di informazioni senza alcuna idea di cosa significhi un autentico lavoro su sé stessi.
Bisognerebbe invece conoscere la propria parte animale, primordiale e rettiliana. Sarebbe necessario comprendere che ciò che attraversa la zucca di ognuno sotto forma di pensiero non è nulla di autentico o reale, ma per lo più un condizionamento, una specie di compromesso tra la biologia (istinti animali) e quello che Freud chiamava Super-io. La maggior parte dei discorsi che ascolto sono di esseri persi lì dentro che sperano di trovare una sorta di uscita acquistando da qualche parte la pozione per la felicità. Purtroppo la pozione è venduta da altre anime perse e ha l’effetto di un anestetico o di una droga, ma non ha nulla a che vedere con la libertà.
Per vedere la luce è necessario invece esplorare le camere oscure, i luoghi nascosti, osservare le proprie paure senza paura, prendere nota dei pensieri più vergognosi senza vergogna, comprendere i meccanismi che muovono l’essere ancora schiavo. Fino a quando non la si comprende, non vi è possibilità di andare oltre. La libertà non la si compra, ma è una conquista che necessita di tempo, accettazione e tanto impegno. Per vedere la luce è necessario amare le camere oscure.
m.m.