“Noi l’asticella la alziamo” di Marco M.

Noi l’asticella la alziamo

Avendo diversi anni alle spalle di corsi di formazione posso testimoniare senza ombra di dubbio l’andamento a ribasso per quanto riguarda la preparazione spiritualpsicofisica (parola brutta ma che vuole testimoniare l’autentica non separazione dei tre “spazi”) dei “futuri” insegnanti. Questo non è una critica ma una semplice constatazione con la premessa che onoro a prescindere il coraggio di mettersi in gioco anche partendo da basi inconsistenti. Purtroppo però, tale andamento è lo specchio di una società sempre più inerme e passiva.

Mediamente le persone non sono in grado di rimanere immobili 15 minuti in una posizione seduta senza avere la necessità malata di aprire gli occhi, guardarsi intorno e cambiare posizione. Pascal disse: “Tutta la sventura degli uomini deriva da una sola cosa: non saper rimanere fermi in una stanza”. Chissà cosa scriverebbe se fosse testimone del nostro presente.

I movimenti a cui assisto durante le lezioni sembrano arrivare da un reparto di geriatria anche quando sono “espressi” da giovani. La tossicodipendenza al comfort ha messo radici e l’idea di sudare e fare fatica viene vista come una pazzia inappropriata.

Noi come scuola non accetteremo mai tutto questo. Chiunque si avvicini a noi e si iscriverà ai nostri corsi non troverà insegnanti che abbassano l’asticella per agevolarlo. Noi al contrario sproniamo tutti a superarne di più alte.

m.m.

alessandra quattordio