“La frattura” di Marco M.
La frattura
Una delle tante sfaccettature dell’autolesionismo è l’idolatria verso l’intelligenza artificiale. Essa dovrebbe essere un mezzo che non sostituisce l’umano, ma lo supporta. Invece, l’umano sta dimenticando di avere una coscienza, piegandosi sempre di più alla religione razional-scientifica del momento e innalzando, adorante, inni al nuovo Dio.
In questo modo, tanti umani senza più Umanità hanno già alzato una simbolica bandiera bianca, auto-relegandosi in un ipotetico “sgabuzzino delle cose inutili”, attendendo pietosamente un qualche reddito di cittadinanza che li mantenga in vita.
Costoro non sanno, perché non ne sono consapevoli, che esiste una coscienza che è solo umana e alla quale nessuna AI ha accesso. Questa fonte, che scorre al di là del tempo e dello spazio, è la fonte dell’eterna giovinezza, ma anche la sorgente della creatività, della passione, dell’Amore.
La frattura tra la mandria di disperati senza identità e consapevolezza e coloro che sanno di essere qualcosa di ben diverso da una semplice macchina biologica si sta allargando ogni giorno di più, e la comunicazione tra queste due parti è sempre più difficile.
Scorgo, in me stesso e negli amici, un senso di alienazione crescente rispetto a tanta inconsapevolezza e, proprio per questo, è necessario più che mai coltivare un senso di comunanza che ci salvi dal nichilismo.
m.m.