La vita è un laboratorio esperienziale

Indignazione distaccata

Dovremmo essere qui, intendo su questa Terra e in questo corpo, per fare esperienza, per conoscere noi stessi e la nostra natura attraverso l'esperienza diretta. Invece, in modo incomprensibile, sempre più miei coetanei la confondono con un apprendimento "di seconda mano". Fino a pochi anni fa questa falsa conoscenza passava attraverso i libri, che non sono la realtà né l'esperienza autentica, anche se almeno richiedono un impegno intellettuale e a volte sono mappe che stimolano e aiutano la persona verso l'esperienza autentica.
Oggi "si impara" attraverso la rete, che tratta per lo più informazioni spacciate dalla narrazione dominante, che la maggior parte dei miei coetanei assorbe come verità assolute e sostitutive dell'esperienza. Il risultato si vede anche dalle aspettative che sempre più studenti hanno nei confronti dei corsi che ospitiamo come scuola. Invece di un'esperienza autentica e vitale che possa condurre a una visione corretta e creativa della realtà, molti chiedono istruzioni per l'uso e banalizzazioni di una realtà complessa, del tipo: con questo mudra guarisco la prostata, usare quella nota aiuta a scoreggiare meno, con quella posizione "apro" quel chakra, se mangio quello scopo di più (no, scopare è già una gran bella cosa e forse fa parte della mia cultura vintage, ora scelgono piuttosto "ho più follower" o allargo la mia "community"), con quella vibrazione rinasco cervo di montagna.
Onestamente, se da un lato la situazione potrebbe essere vissuta come "avvilente", dall'altro, prendendo ciò che si sente come una battuta, diventa quasi esilarante. Inoltre, per chi ancora comprende il valore dell'esperienza diretta, nel prossimo futuro ci sarà un sacco di spazio, tanto che gli altri resteranno a casa intubati dentro una realtà virtuale aumentata a chiacchierare con una "intelligenza" artificiale.
m.m.
