“L’azione che emerge dal Tutto” di Marco M.

L’azione che emerge dal Tutto

Quando la mente è libera da inutili pensieri, non si oppone alla realtà né la manipola e, non identificandosi con un “sé” separato, l’azione diventa spontanea, esprime bellezza e verità al di là del fine stesso dell’azione.

Si potrebbe persino affermare che tale azione non ha mai un fine, in quanto il fine presume una volontà e quindi un io separato che desidera. Attraverso questa via si coglie la fragranza dell’esperienza di essere UNO, integro e non separato. Questo è il fare senza “fare”.

In modo ancor più sottile, è possibile desiderare senza “desiderare”? Può esistere un desiderio spontaneo e naturale, lontano dalle ombre della mente? Questo è un quesito a cui varrebbe la pena rispondere, ma se stai pensando a una risposta non hai proprio compreso la domanda.

m.m.

alessandra quattordio