“Partecipare eppur guardare” di Marco M.

“Partecipare eppur guardare” di Marco M.

Le tradizioni, particolarmente quelle indiane che spingono verso il “non agire” nel senso di non partecipare a questa fantastica avventura chiamata vita, mancano totalmente il cuore della questione.

Ovviamente comprendo che se in costante balia delle emozioni e dei pensieri non vi sia poi spazio per l’osservazione e la conoscenza di sé, ma un conto è avere degli spazi tra le onde, l’altro è la calma piatta. Il non partecipare alla vita non solo limita il partecipante/attore che non ha così l’occasione di godersi la commedia con i suoi drammi e le sue gioie, ma limita anche l’osservazione e la conoscenza. Se passo il tempo immobile sotto un albero non conoscerò mai le emozioni che mi attraversano durante un litigio con mia moglie o durante una scalata in montagna.

È possibile osservarsi nel pieno dell’agire? Assolutamente sì ed è la grande sfida che ogni vivente dovrebbe accettare. Immergersi totalmente nella vita standone contemporaneamente un po’ distaccato.

m.m.

alessandra quattordio