Per diventare persone più fluide e a proprio agio basterebbe fare esercizi che allenino questa qualità così come per diventare presenti, più forti e quindi sicuri di sé.

Titolo suggestivo che di per sé contiene un'imprecisione, ovvero presume che vi sia effettivamente un confine tra la mente ed il corpo e che siano due entità separate, cosa di per sé falsa ma che mi aiuta a chiarire la questione. Insisto sull’evitare di essere sommersi da ore di parole, passare del tempo ad ascoltar chiacchiere o a sommergere di chiacchiere il prossimo: tempo sprecato a digerire concetti su concetti, idee su idee per finire di convincersi di aver imparato qualcosa che possa migliorare la propria vita mentre si finisce solo per essere più appesantiti e ad abituarsi alla noia.

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Sentirsi perduti, ritrovarsi grazie a un dettaglio che non avevi considerato a occhi aperti e ora, al buio, capisci che è sempre stato là, eri tu a non vederlo.

La benda di garza copre dolcemente gli occhi, lascia filtrare appena le sfumature di luce ma impedisce che gli occhi vedano le cose che fino a pochi minuti prima ti sembravano scontate. Ti si apre un mondo, nel buio, un mondo dove olfatto, tatto e udito vengono enfatizzati fino a portarti a un’estasi di sensazioni incredibile e paurosa. Il profumo dell’erba è così “fresco” da volerlo bere, il canto degli uccelli diventa una sinfonia primordiale in cui perdersi e il vento sulla pelle una carezza senza fine.

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Come si sentono tutti quegli insegnanti che vedono nello Yoga il santo Graal della santità e poi si presentano e rilasciano diplomi con su scritto ginnastica e Fitness?

Premetto che per me lo Yoga è null’altro che un mezzo di allenamento con delle sue qualità e caratteristiche anche importanti e che come ogni metodo di allenamento non coinvolge solo il corpo ma tutto. Qualche ignorante penserà che quest’ultima è una caratteristica che appartiene solo allo Yoga ma appunto lo dice perché semplicemente ignora il resto.

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Chi crede che la spiritualità e la religione indiana portino ad una maggiore consapevolezza e coscienza dovrebbe aprire gli occhi e guardare la realtà.

Vi sono dei persistentemente ciechi in occidente che vedono nello Yoga non un'attività fisica con delle qualità notevoli, ma una vera e propria religione anche se poi si offendono a chiamarla così e preferiscono usare il nome spiritualità o altro. Li si riconosce perché vedono nell’India una meta, una culla della saggezza, un luogo illuminato ed illuminante e via dicendo.

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Quando il valore che si dà a sé stessi è basato su quanto le nostre formosità sono apprezzate su instagram o un nostro pensiero riscuote consensi su FB, apriamo le porte dell’inferno esistenziale.

Basare la stima di sé sul giudizio degli altri è la via maestra per l’inferno personale. Nel cercare di comprendere l’essere umano, incluso me stesso, l’ho individuato come uno dei fattori più rilevanti del mal di vivere. Il giudizio altrui è volubile ed effimero e spesso basato sulla superficialità e l’ignoranza.

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